Lineamenti di una Filosofia della storia

Breve premessa

La riflessione che segue fa propria la concezione di Augusto del Noce, secondo cui, la storia contemporanea è la storia di una filosofia che si dispiega. Del Noce la definì Interpretazione transpolitica della storia contemporanea[i], mutuando il termine da Renzo De Felice, ma che poi adattò alle analisi che andava conducendo in quel tempo e la espose in una mirabile conferenza tenuta poco prima della sua morte a Napoli nel 1989.

La guerra civile europea

            La guerra civile europea inizia nel 1517 con la rivoluzione protestante e termina, almeno nella prima fase, nel 1918 con la fine dell’impero austro ungarico, erede del Sacro romano impero germanico.  In realtà questa data segna soltanto l’esplosione di un modello che già nel Trecento mostrava crepe e conflitti di idee che avrebbero portato, prima alla spaccatura della repubblica cristiana e poi alla lotta per l’egemonia. La conquista della terra è sempre una conquista religiosa, avviene all’interno di un conflitto di religioni e si realizza all’interno di una conquista religiosa. Lo spazio del religioso coincide con lo spazio della vita. Anche nell’epoca della secolarizzazione e della riduzione della trascendenza all’immanenza questo processo non è terminato, si è soltanto trasformato.

    Altra data importante, concomitante alla dinamica che andiamo mostrando è stata certamente quella del 1717, anno in cui nasce la Massoneria, il cui obiettivo dichiarato è la fine della Chiesa cattolica o, nella seconda ipotesi, che è quella che si sta realizzando adesso, la sua trasformazione in Chiesa secolarizzata simil-protestante e completamente mondializzata e ridotta all’immanenza. Per avere conferma di quanto vado dicendo basta andarsi a leggere nella Enciclopedia delle scienze in compendio[ii] di Hegel il ruolo che questi dà alla religione all’inteno del suo sistema. In realtà già l’Umanesimo e il Rinascimento, che senza la tensione del medioevo mai sarebbero esistiti, come ha ben dimostrato Berdjiaev[iii], avevano molto indebolito il paradigma medievale, introducendo il concetto di individuo e ricentrando il cosmo sull’uomo.

Un grave smacco  per la cristianità si era già consumato nel lontano 1054 con lo scisma che separò dalla reciproca comunione la Chiesa latina da quella Greca e poi dalle chiese slave, fu un grande ferita per il cristianesimo, se consideriamo che la evangelizzazione degli slavi era avvenuta ancora nella comunione tra le due Chiese, quella Orientale e quella Occidentale, anche se le prime gelosie e i primi conflitti, che poi sarebbero sfociati nel grande scisma con le rispettive scomuniche, già emergevano. Va riconosciuto che tale smacco della cristianità ha radici antiche che vanno sia l’incoronazione di Carlo Magno nel Natale del 800, cioè alla renovatio imperii, sia nella latinizzazione dell’Italia meridionale operata dalla Chiesa cattolica per mezzo della conquista normanna nell’XI secolo.

Una tale guerra civile, non solo fisica ma soprattutto ideale, ha avuto i suoi effetti nel cattolicesimo che, attraverso il modernismo, si è andato sempre più protestantizzando, soprattutto nei suoi rapporti con lo Stato italiano. Tutta la storia moderna è caratterizzata non solo dal processo di costituzione degli Stati nazionali ma anche dal processo di emancipazione dalla Chiesa Cattolica degli stessi, che è concomitante al processo stesso della costituzione degli Stati Nazione.  La secolarizzazione, dunque, non è stata soltanto la reductio ad seculum dei beni della Chiesa e la concomitante ricaduta nell’imminenza della escatologia, ma anche la piena vittoria del modello protestante in Europa e la sua egemonia definitiva sul continente. Come effetto di questo processo storico il Cattolicesimo è andato sempre più diminuendo della sua importanza in Europa, anche grazie ai processi rivoluzionari che si sono susseguiti dopo la rivoluzione francese. L’avanzata del protestantesimo ha coinciso con la definitiva vittoria della 1TP, ovvero la 1° Teoria politica[iv], il liberalismo appunto, sulle teorie rivali, assumendo su di sé la piena realizzazione della modernità. il modello cattolico mediterraneo, che aveva nella Roma dei Papio e nell’Italia divisa, il suo humus naturale, è stato scardinato dal processo rivoluzionario dei risorgimenti, i quali altro non sono che la versione politica dell’avanzata del protestantesimo religioso e politico in Europa, di cui l’illuminismo è una conseguenza. Dico questo, perché la caduta nell’immanenza è già presente nella dottrina dei due regni di Lutero, ed un elemento costitutivo del protestantesimo. E dunque lo scenario che si presenta oggi ha due e elementi caratterizzanti: 1) il liberismo in economia e il liberalismo in politica, ovvero il capitalismo divenuto l’unico erede della modernità e perciò assoluto, e il suo corrispettivo religioso che è il protestantesimo.

Questo processo, che si può grosso modo ritenere vivo in Europa fino al 1989, oggi ha assunto, con la globalizzazione un aspetto diverso e più complesso. Il capitalismo assoluto, o come preferisco dire “l’usurocrazia finanziaria globalitaria (UFG)”, che mira al dominio globale, sa che l’uomo è ontologicamente homo religiosus mira alla costituzione di una nuova religione globale. Essa potrà essere o una federazione di religioni secolarizzate o una neo-religione ecologica fondata sulla nietzschiana e nichilista “morte di Dio”, panteista, e legata al culto della grande madre terra. Emblematicamente, si può dire che ci si trova di fronte ad un vero contro-esodo, il cui obiettivo è la riduzione dell’uomo in schiavitù. Affinché questo accada i popoli devono sparire come organismo viventi, portatori di valori propri, di una civiltà propria, di una propria cultura, per far posto ad una massa informe di schiavi, una vera moltitudine di neo-servi, privati, attraverso la tecnologia del libero arbitro stesso. La dinamica di questo processo consta di due momenti concomitanti: 1) deindustrializzazione e riduzione della popolazione mondiale; 2) innovazione tecnologica, AI, robotizzazione del processo produttivo e, infine, ma non per questo meno inquietante, intreccio transumano tra uomo e tecnologia. Il processo è già in atto, ed un occhio attento ne scorge già i segni in ciò che sta accadendo.

In realtà la vera battaglia in atto in Europa e, di conseguenza, in Occidente, è   tra Cristianesimo e gnosi, è il vero confitto metafisico che continua da secoli e che attraversa la storia della nostra civiltà, ma che oggi ha assunto una portata planetaria, con delle conseguenze inimmaginabili fino a qualche decennio fa. Si delinea all’orizzonte la strategia gnostica, dunque, come una strategia di accerchiamento del cristianesimo e della sua reductio ad seculum.

            Chiaro, e lo diventa sempre di più ad un occhio attento e vigile, è l’intento finale: eliminazione del Cattolicesimo, unico scoglio in Occidente contrario alla globalizzazione e alla creazione di una religione unica, quella del mercato globale, panteista e gnostica.

    La storia non è, come diceva Marx nel Manifesto[v], storia di lotta di classe, ma “guerra di religioni” e non di motivi economici nascosti sotto motivi religiosi, ma una vera e propria “ideomachia”, guerra di religioni che si contendono lo spazio. Anche l’ateismo del Novecento, che ha prodotto i regimi totalitari, altro non era che una religione forte che lottava contro il cristianesimo europeo per sostituirsi ad esso[vi].

   Proprio per questo motivo, perché l’uomo non può non credere, il capitale finanziario sta creando una nuova religione universale sincretica, che tenga unito il mondo della globalizzazione. Tale unica religione non deve necessariamente essere una sola religione, può essere benissimo una federazione di religioni che hanno dei punti in comune, che cioè addivengano ad essere concordi su alcuni punti che possano garantire la pace dei mercati e il progresso economico. Tale religione unica sarà sempre più panteista e geocentrica, avrà per centro il culto della Terra madre.



[i] A. Del Noce, Modernità, Interpretazione transpolitica della storia contemporanea, Morcelliana, Brescia, 2007.

[ii] G. W. Hegel, Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio, Bompiani, Milano, 2000.

[iii] N. Berdjaev, Nuovo medioevo, Fazi, Roma, 2017.

[iv] Aleksandr Dugin, La Quarta teoria politica, Nuova Europa, Milano, 2017.

[v] K. Marx, Il Manifesto, Einaudi, Torino, 1979.

[vi] Si rimanda al pregevole studio di Augusto Del Noce, Il problema dell’ateismo, il Mulino, Bologna, 1964 e a Cornelio Fabro, Introduzione all’ateismo moderno, opere complete, EDVI, nuova edizione 2019.